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Notizie flash

Portogallo

Ecco i 24 convocati di Queiroz:

Portieri: Eduardo (Sporting Braga), Daniel Fernandes (Iraklis Salonicco), Beto (Porto)

Difensori: Miguel (Valenzia), Paulo Ferreira (Chelsea), Ricardo Carvalho (Chelsea), Bruno Alves (Porto), Rolando (Porto), Ricardo Costa (Lille), Duda (Malaga), Fabio Coentrao (Benfica)

Centrocampisti: Pedro Mendes (Sporting Lisbona), Pepe (Real Madrid), Ze Castro (Deportivo La Coruna), Tiago (Atletico Madrid), Deco (Chelsea), Raul Meireles (Porto), Miguel Veloso (Sporting Lisbona)

Attaccanti: Simao Sabrosa (Atletico Madrid), Danny (Zenit St Pietroburgo), Liedson (Sporting Lisbona), Hugo Almeida (Werder Brema), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Nani (Manchester United).

Mondiali 2010 - E venne il giorno del Brasile di Dunga PDF Stampa E-mail
Scritto da eurosport   
Martedì 15 Giugno 2010 16:37

In partite come questa, di solito, non ci si chiede “chi” vincerà, ma “quanto” vincerà. In Brasile, ora, si chiedono anche “come”. Perché i verdeoro di Carlos Dunga arrivano al debutto nel Gruppo G contro la Corea del Nord (ore 20:30) sulla scia di molte, moltissime polemiche. Tutta colpa del gioco troppo difensivo (a seconda dei media) della nuova Seleçao orfana di Ronaldinho, Ronaldo e Adriano.

 

BASTA VINCERE – Dunga ha poca voglia di parlare in conferenza stampa, ma quando lo fa regala una lezione di storia. “Vorrei ricordare a tutti come andavano le cose nel 1989 – ha dichiarato il ct verdeoro – quando il Brasile non vinceva la Coppa America da 30 o 40 anni e il Mondiale da quasi venti. Da allora le cose sono cambiate. Abbiamo vinto due Mondiali, la Coppa America di quell’anno e altre quattro. Da allora il pubblico negli stadi è aumentato e la gente ha iniziato a dire la sua ancora più prepotentemente. Tutti possono dire la loro. E io dico che a me piace vincere, anche se lo so che dite che il Brasile non gioca bene come faceva una volta”. I sottotitoli sono chiari. I successi verdeoro degli ultimi vent’anni sono tutti arrivati quando la squadra ha trovato compattezza. Le disfatte (come nel 2006), quando si è puntato un po’ troppo sul “joga bonito”.

L’ULTIMA AVVENTURA – Dunga parla poco, ma quando lo fa non sbaglia una frase. Come quando ripercorre in modo commovente la sua carriera da ct, un periodo che si concluderà a fine Mondiale. “Sembra che sia passata una vita – dice il commissario tecnico – dalla prima amichevole con la Norvegia. Ma il tempo vola e non ti dà nemmeno la possibilità di apprezzare tutto quello che succede. Sono stato qui quattro anni, adesso voglio chiudere alla grande. Perché qui è tutto magico. Quando uno si mette la maglia del Brasile, si chiede anche in quanti vorrebbero essere al suo posto”.

JULIO CESAR RECUPERA – Contro la Corea “più debole” potrebbe esserci il tanto atteso momento di riconciliazione con il pubblico, che tanto aspetta una goleada. Le possibilità ci sono tutte, dato soprattutto il dislivello tra le due formazioni in campo. Anche perché tra i pali ci sarà Julio Cesar. Che ha assicurato tutti di aver recuperato pienamente dall’infortunio in amichevole con lo Zimbabwe. E ha trovato anche il tempo per scagliarsi (anche lui) con la stampa brasiliana. “Non è vero che sono stato operato alla schiena nel 2007 – ha detto – queste voci possono rovinarmi la carriera”. Clima teso. Per fortuna, ora, c’è il campo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Giugno 2010 10:31
 
 
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