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SESTRIERE (Torino) Il suo turno arriva tardi, probabilmente troppo. Il treno azzurro sta già partendo e Fabio Quagliarella è ancora lì, affannato sul binario, con la valigia in mano. Lo si capisce quando entra in campo solo in sostituzione di Camoranesi, mentre la seconda partitella di giornata della Nazionale, contro i Dilettanti del Settimo Torinese, già s’indirizza verso i titoli di coda.
È stato bello lo stesso, verrebbe da dire, ma l’attaccante del Napoli - che aspetta il taglio di Marcello Lippi con lo stesso stato d’animo di Luigi XVI che vedeva in lontananza la ghigliottina - difficilmente adesso potrebbe dire la stessa cosa. Riserva Domani, perciò, si ufficializzeràun destino che, ameno di stravolgimenti, pare già scritto. Niente Mondiale per Fabio Quagliarella, per il vicecapocannoniere del Napoli, per colui che ha realizzato 11 gol in 34 partite di campionato. Al momento, in attesa della materializzazione in panchina di Cesare Prandelli, il suo «score » azzurro resterà fermo alle 3 reti messe a segno in 18 presenze.
D’altronde, le due partitelle contro il Russi e appunto il Settimo, raccontano come il c.t. Marcello Lippi abbia schierato prima i (presunti) titolari e poi le (presumibili) riserve. E Quagliarella non era né nel primo, né nel secondo gruppo. Indietro tutta Per l’attacco, insomma, si giocheranno un posto Giuseppe Rossi e Marco Borriello. Forse anche per questo nel suo spicchio di match, quando già tutta l’Italia bis brilla troppo poco, Fabio non riesce a mettere in vetrina le sue doti.
E allora resta lì, in mezzo al guado, con le montagne del Sestriere che incombono sopra la sua testa aggrappate a nuvole nere come i suoi pensieri. Nervosismo La sua settimana nel ritiro della Nazionale azzurra, d’altronde, è stata nervosa, perché la candidatura al taglio non è stata mai un mistero per nessuno. «Speriamo di andarci a questo benedetto Mondiale», ha ripetuto spesso il giocatore come un mantra a tutti i tifosi napoletani che lo avvicinavano al momento degli autografi. Il clan partenopeo si è stretto in questi giorni ancora di più intorno a lui. Fabio Cannavaro, Totò Di Natale, il compagno di squadra Morgan De Sanctis hanno provato spesso ad incoraggiarlo, a farlo sperare, ma i dubbi di Fabio Quagliarella sono lievitati giorno per giorno come un pane che non si vorrebbe mai mangiare.
Nuovo corso Attenzione, però. Se questa storia azzurra probabilmente finisce qui, un’altra può cominciare. I sussurri fiorentini raccontano comea Cesare Prandelli gli attaccanti dalle caratteristiche di Fabio Quagliarella piacciano parecchio. Per questo l’addio, in fondo, potrebbe essere anche un soltanto arrivederci. |