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Ecco i 24 convocati di Queiroz:

Portieri: Eduardo (Sporting Braga), Daniel Fernandes (Iraklis Salonicco), Beto (Porto)

Difensori: Miguel (Valenzia), Paulo Ferreira (Chelsea), Ricardo Carvalho (Chelsea), Bruno Alves (Porto), Rolando (Porto), Ricardo Costa (Lille), Duda (Malaga), Fabio Coentrao (Benfica)

Centrocampisti: Pedro Mendes (Sporting Lisbona), Pepe (Real Madrid), Ze Castro (Deportivo La Coruna), Tiago (Atletico Madrid), Deco (Chelsea), Raul Meireles (Porto), Miguel Veloso (Sporting Lisbona)

Attaccanti: Simao Sabrosa (Atletico Madrid), Danny (Zenit St Pietroburgo), Liedson (Sporting Lisbona), Hugo Almeida (Werder Brema), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Nani (Manchester United).

Mondiali 2010 - Diego tra Messico e il sogno di Napoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Mondiali 2010   
Domenica 27 Giugno 2010 12:53

La storia certe volte è strana. Quella di Diego Armando Maradona lo è anche di più. E, così, il Mondiale 2010 gli ha portato in dote una fase a gironi nella quale ha incontrato due squadre incrociate nelle sue ultime partite da giocatore dell’Argentina, a USA ’94 (Nigeria e Grecia). Ma non solo. Domenica sera alle 20:30 la sua Albiceleste scenderà in campo negli ottavi di finale contro il Messico. Una formazione che non può non ricordargli l’unico Mondiale vinto da giocatore, quello del 1986 all’Azteca.

MARADONA RISPARMIA SOLO SAMUEL – Il Pibe de Oro che si presenta in conferenza stampa dimostra di essere in forma Mondiale, ma evita grosse polemiche, preferendo concentrarsi sulla sfida al Messico. “Io cerco sempre di mettere in campo i migliori – ha dichiarato Maradona - e voglio che gli avversari rispettino la nostra maglia. Non ho grandi preferenze perchè io conosco molto bene i 23 giocatori che ho portato qui e conosco le loro possibilità. Io cerco sempre di mettere gli 11 di gala, i migliori per la serata. Lo faccio perché l’Argentina se lo merita”. Formazione titolare, nonostante un ottavo di finale “semplice” e un ipotetico “quarto” durissimo. L’unico a restare fuori sarà ancora Walter Samuel, infortunatosi nel 4-1 inflitto alla Corea del Sud: “Se non è al top non può darci quello che ci serve”. Al suo posto Nicolas Burdisso.

RISPETTO PER IL MESSICO – Maradona sa che ora cambierà tutto per i suoi, vincenti in tutti e tre i match disputati in Sudafrica. “Quando la strada si fa stretta – aggiunge il ct dell’Albiceleste – entra in gioco la storia. E sono sicuro che i miei giocatori capiranno il messaggio. Sto cercando di trasmettere a loro tutte le esperienze che ho fatto in vita mia. Quindi sono pronti”. Il Messico non fa tremare le gambe, ma il Pibe de Oro si dimostra prudente: “E’ una squadra che merita rispetto. Ci sono alcuni giocatori che possono impensierirci. Se Franco non giocherà è meglio, perché così non avranno colpitori di testa. E penso che Marquez giocherà al centro della difesa, perché con l’Uruguay l’ho visto spaesato in mediana. Noi li rispettiamo, ma loro devono sapere che prima di tutto rispettiamo noi stessi, la nostra storia. L’Argentina è pronta”.

ALLENARE NAPOLI? UN SOGNO – A margine della conferenza stampa, Maradona ha anche parlato del suo rapporto con la città partenopea: “Sogno un San Paolo sempre pieno come ai miei tempi. E di allenare anche il Napoli”. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha colto la palla al balzo e gli ha già proposto di portare l’Argentina al San Paolo per giocare un’amichevole.

AGUIRRE, UN RUGGITO ALLE CRITICHE – Le polemiche non sono un’esclusiva di Diego Armando Maradona. Basta ascoltare le parole di Javier Aguirre, che in conferenza stampa si è infuriato: “Non ne posso più di sentir dire anche in patria che siamo destinati ad uscire. Noi siamo qui per cambiare il corso della nostra storia”. Chiaro, no? E la storia dice che quattro anni fa il Messico fu eliminato dall’Argentina, proprio agli ottavi. Ma anche che soltanto nel 1970 e nel 1986 (quando hanno giocato in casa) sono arrivati i quarti di finale. Il miele c’è, ma soltanto per Diego Armando Maradona: “E’ un mio grande amico. Non vedo l’ora di abbracciarlo e fargli i complimenti per quello che ha fatto sinora con questa Argentina”.

 
 
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