|
Federico MARCHETTI SV: voto un po’ provocatorio, perché l’unica conclusione in porta della Nuova Zelanda non lo vede come protagonista. Né in positivo, né in negativo. Di questi tempi è già molto.
Gianluca ZAMBROTTA 6,5: uno dei migliori nelle fila azzure. Spinge, soprattutto nel primo tempo, quando la presenza di Pepe lo aiuta non poco. Poi un po’ si spegne, ma al gol va sempre vicino lui. Peccato che Nelsen lo muri.
Fabio CANNAVARO 5: si fa sfilare Smeltz sul gol dell’1-0 e non pare così vivo come al debutto. Nel finale si fa anche bere da Wood e dargli di più sarebbe davvero solo per riconoscenza.
Giorgio CHIELLINI 5,5: come nel debutto non pare in condizioni scintillanti. Fatica tremendamente sui palloni alti e nella marcatura di Fallon. È quasi meglio nell’area avversaria.
Domenico CRISCITO 5: marca bene Bertos (che comunque non è Maicon), ma quando spinge è un pianto. Quanti cross sbagliati...
Simone PEPE 6: viene sacrificato sull’altare del 4-2-3-1 dopo un primo tempo nel quale ha dimostrato di essere uno dei più frizzanti della comitiva. Perché è uscito lui e non Marchisio?
Al 46’ Mauro German CAMORANESI 5: entra e dovrebbe spaccare il mondo. In realtà semina palloni persi e caos.
Daniele DE ROSSI 6: dimostra di essere divenuto uno dei cardini della squadra lottando sempre e comunque. Procurandosi anche il rigore (generoso) che vale il pari.
Riccardo MONTOLIVO 6,5: prende in mano le redini del gioco, colpisce un palo clamoroso al 27’ e nella ripresa spaventa ancora Paston dalla distanza. La miglior sorpresa del Mondiale azzurro. Ora speriamo che Pirlo non lo offuschi. Capito, Lippi?
Claudio MARCHISIO 4: nei 60’ passati in campo conferma di essere inutile da trequartista tanto quanto da ala (sinistra o destra che sia). Lippi lo sposta un po’ dappertutto, poi lo mette in panchina. Meglio tardi che mai.
Al 61’ Giampaolo PAZZINI 5,5: si muove un po’, ma è tanto fumo e poco arrosto. Ha dalla sua l’attenuante di essere entrato nell’ultima mezz’ora, quando la squadra aveva ormai finito la benzina.
Vincenzo IAQUINTA 5,5: segna il gol su rigore, ma combina poco altro. È un altro di quelli che pare sempre un pesce fuor d’acqua.
Alberto GILARDINO 4: non si smarca mai, non viene mai incontro e non ne prende una di testa. Tira una volta sola, nel recupero del primo tempo. Troppo tardi per convincere Lippi. L’abbiamo perso?
Al 46’ Antonio DI NATALE 5: come Camoranesi è quello che dovrebbe dare la scossa. Ma largo a sinistra la struscia poco.
CT, Marcello LIPPI 4: azzecca il modulo, ma non la formazione dato che la presenza di Marchisio e Gilardino pare ingiustificata nel 4-4-2. Perde un tempo, insomma. Nell’intervallo opera una rivoluzione a metà, sbagliando a togliere Pepe e cambiando il modulo senza un reale motivo. Ne nasce un caos. Ha sbagliato due formazioni di fila. Alla terza non c’è nessun premio. Si va a casa e basta.
NUOVA ZELANDA
Mark PASTON 7,5: lo stile è rivedibile, ma smanaccia tutto tranne il rigore di Iaquinta. Si fa male al ginocchio, stringe i denti e diventa il migliore in campo. Chapeau.
Winston REID 7: l’autore del gol-miracolo contro la Slovacchia si conferma ad alto livello. Spizza la punizione di Elliott dalla quale nasce il gol di Smeltz e chiude ogni varco sul centro-destra. Non male questo difensore.
Ryan NELSEN 7: cuore di capitano, cancella Gilardino dal campo (non un’impresa titanica, verrebbe da dire) e nel finale toglie dalla porta due occasioni che sembrano gol fatti. Al 73’ quando Reid è rimasto a terra nell’area avversaria e al 90’ su Zambrotta, che aveva colpito a botta sicura. Quel giallo preso per un misto di perdita di tempo e crampi vale un monumento.
Tommy SMITH 5: è il ventre molle della retroguardia neozelandese. Dalla sua (la sinistra) si passa eccome. E, in più, commette il fallo (veniale) su De Rossi.
Leo BERTOS 6: spinge poco nonostante i mezzi tecnici superiori al resto della squadra. Ma chiude anche Marchisio e Criscito.
Ivan VICELICH 6: è un difensore centrale che fa da frangiflutti in mediana. Lo fa bene. E nel finale sfiora anche il gol con la seconda conclusione a rete dei suoi.
All’80’ Jeremy CHRISTIE SV: entra per dare una mano e non sbaglia.
Simon ELLIOTT 6: è il regista, ma ha anche un passo al rallentatore. Da fermo, però, si fa sentire. Non a caso mette dentro la palla che vale l’1-0 neozelandese.
Tony LOCHHEAD 5: la corsia di sinistra degli All Whites è territorio di conquista per Zambrotta. Colpa soprattutto sua.
Chris KILLEN 5,5: è il più atteso dell’attacco neozelandese, ma un po’ stecca. La sua tecnica si vede poco.
Rory FALLON 7: sgomita come un dannato e tiene il gomito alto in ogni contrasto aereo. Ma l’arbitro glielo concede e lui ne approfitta per entrare in ogni manovra dei suoi con delle “spizzate” di testa che fanno soffrire Chiellini e Cannavaro.
Al 62’ Chris WOOD 6: qualità e vivavità nel finale. All’83’ salta Cannavaro come un birillo e per poco non trova il gol della mazzata.
Shane SMELTZ 7: centra lo storico gol del vantaggio, poi si sacrifica nel finale. È una spina nel fianco per la difesa azzurra.
Al 93’ Andy BARRON SV: entra per perdere tempo. Non è un compito difficile e lui, non a caso, lo assolve in pieno.
CT, Ricky HERBERT 7: il capolavoro di una carriera. Ha il grande merito di non cambiare la formazione vista al debutto, non toccando il 3-4-3 e tre attaccanti veri. Lì vince la sua partita. Anche perché il tridente dimostra una duttilità in fase difensiva che fa invidia agli uomini di Lippi. Questa Nuova Zelanda ha poco da spremere. Ma Herbert è riuscito a moltiplicare pani e pesci.
Mattia Fontana / Eurosport
|