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È arrivata per ultima in Sudafrica. E per ultima debutterà. Ma questa Spagna non può di certo essere considerata come una delle squadre meno importanti. Anzi, i campioni d’Europa si presentano al Mondiale con l’obbligo di arrivare sino in fondo. Continuando sulle ali dell’entusiasmo dopo il trionfo di due anni fa a Vienna e puntando forte sulla qualità del gioco. Quella che è forse un po’ mancata in questo avvio di Mondiale. Quella che non potrà mancare nel debutto che chiuderà il Gruppo H, mercoledì alle 16:00.
DEL BOSQUE TEME LA PRIMA – Rispetto a due anni fa, le Furie Rosse non avranno cambiato modo di giocare. Ma, di certo, hanno cambiato ct. Dopo “nonno” Luis Aragones, è il turno di Vicente Del Bosque, che mette in guardia i tutti alla vigilia. Memore anche della mezza stecca di un anno fa, quando in Sudafrica la Spagna fu eliminata dagli Stati Uniti nella semifinale di Confederations Cup. “E’ il mio primo Mondiale – ha detto il ct spagnolo - però ho abbastanza esperienza nel mondo del calcio per sapere cosa significa. L'importante è che giocatori e tecnici siano preparati". Occhio, dunque, alla Svizzera: “Nessuno si aspetti di aver risolto la partita nella prima mezz'ora. Loro prima di tutto sono una squadra. E questo vuole dire molto”. Non manca, però, un pensiero più in generale alle altre candidate per la vittoria finale: “Mi hanno impressionato Germania, Argentina e Italia”.
INIESTA VERSO IL FORFAIT – Il grande dubbio in casa spagnola riguarda la presenza o meno dell’asso del Barcellona. In questo caso, valgono più di tutto le parole dello stesso Del Bosque: “Io non devo pensare soltanto alla Svizzera, io devo pensare anche al Mondiale”. Un modo come un altro per dire che al posto di Iniesta giocherà Mata. Sarà difficile vedere in campo anche Torres, che è pronto ma non verrà rischiato. Si va quindi verso un 4-2-3-1 con Xabi Alonso e Busquets davanti alla difesa, Silva, Xavi e Mata a supporto di Villa. In difesa, infine, Capdevila ha vinto il ballottaggio con Arbeloa per il ruolo di terzino sinistro.
HITZFELD CI PROVA, INLER CI CREDE – E’ uno dei tecnici più vincenti del calcio europeo, l’uomo che è riuscito a ricompattare la Svizzera dopo il tracollo di Euro 2008. Ora il tedesco vuole far vedere quello di cui è capace anche con una nazionale. “Il mio sogno era quello di diventare ct – ha dichiarato alla vigilia Hitzfeld – e non sono mai riuscito ad allenare la Germania. La Svizzera è la mia seconda casa, quindi è andata benissimo così. Mi posso identificare con questa nazione”. La convinzione che il commissario tecnico ha dato alla squadra è però evidente nelle parole dell’udinese Gokhan Inler: “Questa partita ci dirà a che punto siamo. Dobbiamo restare ordinati in fase difensiva per tutti i 90 minuti. La battaglia a centrocampo sarà fondamentale, perché se riusciamo a tener testa al loro possesso palla avremo delle possibilità”. La Svizzera, che non ha mai battuto la Spagna, ha anche un record da tenere vivo: quello di 394 minuti consecutivi senza aver subito gol.
BEHRAMI E FREI NON CI SARANNO – La Svizzera tira un sospiro di sollievo dopo la notizia che il capitano Alexander Frei è recuperabile per il resto del torneo. Ma Ottmar Hitzfeld ha già annunciato che non rischierà l’attaccante per il primo match in modo da recuperare in vista della sfida con il Cile (sulla carta molto più decisiva per gli elvetici). Non ci sarà nemmeno l’ex laziale Valon Behrami. |